• Telefono 376 018 3596
  • Email info@francescocrudele.it
Chi sono


Le mie origini

Sono nato a Putignano 48 anni fa, da una mamma capursese cattolica e un papà triggianese capo gestore delle Ferrovie Sud-Est a Martina Franca, dove la mia famiglia ha vissuto per 16 anni, prima che io venissi al mondo. Appena sono nato, hanno fatto ritorno a Capurso.

Sono ultimo di tre fratelli, più grandi di me, sono “capitato per caso”, ma ho goduto di tanto affetto, proprio perché considerato il piccolo della famiglia. E’ stato un bene, poiché ho conosciuto il dolore sin da giovanissimo. Mio padre è scomparso quando io avevo soli 15 anni e ha lasciato in me un grande vuoto, ma anche la voglia di dimostrargli che non lo avrei deluso.

Sin da piccolo amavo studiare e ho ricevuto anche degli attestati di merito, ho frequentato il liceo scientifico di Triggiano e la facoltà di Giurisprudenza di Modena prima e di Bari poi, conseguendo la Laurea in Scienze della Amministrazione Pubblica e Privata.


Io, la mia famiglia, le mie passioni

Sono un libero professionista, nel settore della mediazione creditizia e consulenza finanziaria. Mio nonno materno, Francesco Battista, coltivatore diretto, dirigente dell’omonima associazione e socio fondatore dell’Oleificio Cooperativo di Capurso, è stato per me un pigmalione. Dai modi un po’ rudi, ha contribuito a insegnarmi la fedeltà a certi valori, ma soprattutto il grande amore per l’impegno politico. Lo seguivo alle varie manifestazioni sin da giovanissimo e da lui ho ereditato la fiducia nelle associazioni.

Nel 2000 ho fondato l’associazione culturale Porta del Lago, di cui sono stato a lungo presidente, mettendo insieme persone che non si conoscevano in precedenza e che sono diventate per me e tra loro anelli inscindibili di una catena di grande amore. Il mio vero punto di forza! Insieme abbiamo realizzato numerose iniziative che hanno contribuito a qualificare il mio paese, Capurso.

In associazione ho anche conosciuto mia moglie, Rosalia Marchionna, mia coetanea, insegnante di Lettere, appassionata di politica e di giornalismo, proprio come me. Da allora il nostro sodalizio è stato un continuo crescendo, condividiamo tutto e siamo l’uno la forza dell’altro. Oggi abbiamo due bambini, Micaela e Giovanni, entrambi nati nel primo quinquennio da sindaco. Siamo una coppia molto felice e proprio questo ci fa sostenere il faticoso compito di genitori-impegnati, senza avvertire il peso di tanto spirito di servizio.


L'avvio in politica e il mio primo mandato

Da buon appassionato di politica ho iniziato la mia ascesa nel 1996, avevo 24 anni e mi sono candidato in una lista civica risultando il secondo dei non eletti. Ho ripetuto l’esperienza nel 2005, allor quando ho deciso di candidarmi come indipendente in una lista di centro e sinistra, risultando il 3° degli eletti con ben 318 voti. Ho ricoperto dapprima il ruolo di assessore alla Polizia Municipale e alle Attività Produttive sino al 2007 e poi quello di assessore ai Lavori Pubblici.

Nel 2009 mi è stato chiesto di partecipare alla nuova tornata elettorale, questa volta però nelle vesti di sindaco. Stavo per diventare padre per la prima volta, ma la voglia di dare a Capurso un futuro diverso non ci ha fatto esitare. Ho accettato promettendo a me stesso che sarei stato un Sindaco diverso, presente, impegnato totalmente per recuperare il ritardo che negli anni il nostro paese aveva accumulato in tanti settori. Ho affrontato una meravigliosa campagna elettorale, anche in questo caso, mettendo insieme persone che sembravano agli antipodi per ragioni ideologiche e caratteriali. Ho anticipato di due lustri quella che oggi è la sfida del civismo. Ho chiesto a tutti coloro che mi sostenevano di far valere le idee, più che le ideologie di provenienza. Non era un’operazione facile da raccontare, né tanto meno da capire. Ma noi non ci siamo fatti intimorire dalle invettive che quotidianamente ci destinavano. Ci hanno definito “ciambotto”, hanno detto di noi che saremmo andati a casa dopo sei mesi. Non avevano considerato lo spirito su cui si basava il movimento politico-culturale che avevamo fondato. Noi abbiamo messo da parte la politica ideologica e abbiamo investito sul senso civico, ci siamo scelti solo perché condividevamo la stessa voglia di dare incondizionatamente noi stessi per il bene del nostro paese.


Il mio secondo mandato e la nostra eredità

Sono trascorsi 10 anni da quel meraviglioso 2010. Nel frattempo, nel 2015, c’è stata una nuova campagna elettorale e sono stato riconfermato al primo turno con una percentuale che sfiorava il 70% di preferenze. Mai accaduto nella nostra storia locale, ma abbiamo continuato a lavorare sempre come se fosse il primo giorno di mandato. Oggi mi guardo intorno e vedo un paese diverso, migliore. Un paese che ha ottenuto svariati milioni di euro di finanziamenti per realizzare opere pubbliche (anche questo mai accaduto prima!), un paese che ha tante aree verdi recuperate dal degrado o completamente nuove, un paese che vanta un’offerta culturale incredibile ammirata dall’intera provincia di Bari, un paese con scuole più belle e più ricche, una Chiesa Madre liberata da un edificio che ne deturpava il prospetto, atto atteso da 150 anni, un paese che mi vuol bene e mi abbraccia ogni giorno.


L'impegno in Anci e il mio partito

Già da qualche anno, però, il mio interesse non è stato è più solo legato alla mia Capurso, ho iniziato un’interazione proficua con altri comuni pugliesi che mi ha portato a ricoprire, dal 2017, il ruolo di vice presidente Anci Puglia, dopo aver contribuito alla elezione dell’attuale presidente Anci Puglia Domenico Vitto, grazie a una forte aggregazione di sindaci civici. Dal 2019, invece, in coerenza con il mio percorso politico ho deciso di iscrivermi al partito Italia in Comune che vede amministratori locali in lizza per dare un nuovo impulso alla politica anche a livelli sovracomunali, ma basandosi sulla capacità di saper fare maturata in tanti anni di esperienza sul campo.


Oggi

Guardo alla Puglia con la stessa forza che mi lega al mio paese di origine e voglio continuare a lavorare per questa terra, la sua gente, le sue sacche di sofferenza, la sua grande bellezza, la sua enorme potenzialità. Lo farò per tutti quei cittadini che me lo chiedono ogni giorno, per tutti quei ragazzi che non vogliono sentirsi costretti ad andare via per conoscere la dignità del lavoro, per i nostri agricoltori che devono avere voce nei tavoli tecnici, per l’enorme amore che mi lega alla mia terra. Dedicherò il mio impegno quotidiano alla mia Regione che tanto amo. Andiamo avanti insieme, la Puglia deve continuare a crescere.